martedì 9 gennaio 2018

Abolire le tasse universitarie, come unica proposta, è serio? E' utile?

C'è stata una proposta elettorale sulla completa abolizione delle tasse universitarie. Mi sento daccordo con entrambi i Rettori di Bari, che i giornalisti interpretano come divisi (si veda sotto). Comprensibile il desiderio di portare a casa qualche votuccio in piu' alle prossime elezioni (gli studenti sono 2 milioni e le loro famiglie quasi altrettante).

Ha ragione Di Sciascio che l'operazione sembra riguardare più i già ricchi. E che risorse importanti potrebbero essere investite diversamente.

Ha ragione anche Uricchio che il modello tedesco va imitato in toto, e non solo in parte. Non copiamo solo una parte dei sistemi che funzionano, altrimenti ne inventiamo di peggiori del nostro attuale!





Alcuni dati

1.L’Italia ha solo l’8% di beneficiari di borse di studio universitarie ed è, al contrario, al terzo posto in Europa per pressione fiscale sugli studi accademici. Insomma tasse più care e borse di studio insufficienti. Le tasse sono basse in Germania, Scozia, nei paesi scandinavi; in molti altri le tasse universitarie sono bassissime. Ma questo è perchè le Università sono inefficienti? Perchè la Bocconi allora ha tasse così alte? Offre un servizio migliore?

2. Negli ultimi cinque anni mentre l’ammontare della contribuzione studentesca é cresciuto del 14,5%, diminuiva il fondo di funzionamento ordinario per l’Università (FFO); questo non denota una sofferenza? Abolendo le tasse, senza compensare con un grosso aumento del FFO (Grasso ha parlato di 1.3 miliardi di Euro, quindi pensava a compensare tutto il gettito delle tasse studentesche)

3. L'Italia si conferma tra i fanalini di coda su scala europea per investimenti in formazione: il 4% del Pil, sotto di quasi un punto percentuale rispetto alla media della Ue (4,9%) e poco più della metà di quanto investito da Danimarca (7%), Svezia (6,5%) e Belgio (6,4%). (dati Eurostat, riferiti al 2015). Quindi come si vede, laddove le tasse sono basse, si spende almeno il doppio come finanziamento statale.  Quindi la differenza di questo 1.3 miliardi non copre certo la distanza con i modelli nordeuropei.

4. Siamo penultimi in Europa per numero di laureati. Secondo i dati forniti da Eurostat 2017 gli adulti tra i 30 e i 34 anni che hanno completato gli studi universitari sono solo il 26,2% della popolazione. Ben lontano da quel 40% di laureati previsto dal programma Europa 2020. Peggio di noi, solo la Romania ( 25,6%). E per di più siamo un Paese che ha complessivamente solo il 18% di laureati; ma abolendo le tasse questo dato si invertirà? Il motivo della poca affluenza o basso tasso di completamento degli studi sono davvero le tasse universitarie? E allora perchè in USA gli studenti si indebitano di decine di migliaia di dollari, ma lo fanno?

5. E’ evidente che l'abolizione delle tasse va legata alla regolarità degli studi dei "capaci e meritevoli", onde evitare i fenomeni di fuori corso a vita. Quindi va preso di petto il problema della ripetibilità all'infinito degli esami.  Quindi va modificato il sistema italiano, che permette a tutti gli studenti infiniti appelli, anche con il beneficio di non registrare tentativi falliti.  Occorre chiederlo ai tedeschi. Chi insegna può rispondere. Per me me è un danno ripetere allo sfinimento esami con gente che andrebbe cacciata. E che alla fine, temo, molti di noi promuovono appunto per sfinimento. Se i tedeschi non hanno tasse universitarie, nel sistema tedesco disincentivano l'esame permanente, ci sono max 3 appelli disponibili per ogni esame, e poi si è cacciati da tutte le università tedesche. Per noi che l'unico disincentivo ai ricchi e svogliati parcheggiati, era di far pagare loro qualche tassa, anche incrementata, per rimanere tanto a lungo nel sistema.   Già questo aspetto per me va riformato indipendentemente dalle tasse universitarie.  In germania mi è capitato di discutere con un collega e anche gli studenti tedeschi chiedono appelli ogni settimana, ma poi, sapendo di avere solo 3 chances, rinunciano a presentarsi senza avere solide basi. E così non si intasa il sistema con una ipocrisia dannosa per tutti, compreso per gli studenti. Daltronde, anche in Magistratura, perchè si può ripetere il concorso solo 3 volte?   E poi il costo sociale e psicologico di essere fuoricorso lo vogliamo mettere in discussione?


6. Nel contesto italiano di pesante sofferenza dell’occupazione giovanile il possesso della laurea (rapporto di Almalaurea), rappresenta, pur sempre, un vantaggio occupazionale, ma come tale non è percepito.

7. Non si capisce come la proposta della gratuità dell’accesso agli studi universitari si possa far passare per un investimento strutturale.

8. Se la riforma si fa male, si finisce solo per rendere gratuiti gli studi dei più danarosi (il Robin Hood al contrario) – e solo di questi – mentre già ora le tasse a chi ha reddito sotto i 13mila euro sono quasi zero:  interessanti le osservazioni di wired "la maggiore beneficiaria della proposta sono soggetti che fanno parte della classe medio alta, della borghesia per dirla con un termine caro alla sinistra vecchia scuola".  

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