giovedì 18 gennaio 2018

Corriere della Sera: «Noi abilitati a insegnare ma esclusi dall’università. Una beffa da rimediare»

Articolo qua.

un commento del Magnifico Rettore Corrado Petrocelli di San Marino, già Rettore della Università di Bari e già vice-Presidente della CRUI alla ns lettera sul Corriere: Raccolgo l’invito alla riflessione e alla discussione di Mike Ciavarella, innanzitutto perché correttissimo nel metodo e assai equilibrato nei toni e nelle considerazioni.
Si riconosce a Grasso di aver posto all’attenzione pubblica, al di là delle soluzioni proposte, un problema di vitale importanza (cosa che nessuno ha fatto sinora in modo così netto) e si chiede allora che anche altre questioni urgenti che riguardano il destino di migliaia di individui ma anche la produzione di ricerca e didattica di tanti atenei vengano affrontate. non si chiede, in una sorta di gioco della torre, di favorire una spesa rinunciando ad altro, ma si osserva come proprio nei momenti di crisi -se si vuole ottenere che il Paese si risollevi e il sistema universitario non sia condannato al declino- bisogna operare con sostanziosi investimenti. Il sistema è infatti sofferente e le regole che cambiano ogni anno (o che magari prevedono l’esodo coatto da atenei economicamente non floridi) non aiutano.
Aggiungo alle considerazioni espresse un altro elemento: molti degli abilitati di cui si parla appartengono ad atenei cui non sono eiconosciute grandi possibilità assunzionali: questo sinora determina il fenomeno per cui gli atenei già più ricchi e considerati in posizione migliore (ah la smania italiana per le classifiche!) possano fare incetta scegliendo fra gli abilitati. così il parco docenti degli atenei già sofferenti si depaupera ulteriormente e coloro che potevano contribuire ad un miglioramento andranno altrove.
non so se il sistema delle graduatorie sia il più efficace o meno. tengo solo a dire che bisognerebbe guardare al sistema nel suo insieme e cercare non solo di “premiare e punire” (premiare poi, ed è una soluzione tutta italiana già stigmatizzata dagli organismi europei, non con risorse aggiuntive ma togliendole a chi sta già male), ma di far migliorare appunto il sistema, non una ristretta élite.
questo si intende quando si esprimono riserve su criteri predeterminati e non condivisi che favoriscono sempre alcuni a danno di molti altri. nessuno si è mai sognato di sostenere che non ci voglia la valutazione o che le risorse debbano essere distribuite a pioggia, ma chiedere equità è doveroso. di fronte a storture evidenti tempo addietro dall’Anvur si coniò il motto “meglio una cattiva valutazione che nessuna valutazione”. ciò inorgoglisce coloro che riescono ad essere premiati (e ci complimentiamo, ci mancherebbe) ma spesso uccide gli altri. di fronte ad un medico che dice meglio una cattiva cura che nessuna cura, e poi al decesso di alcuni ammalati, è davvero troppo chiedere una cura almeno decente che dia a tutti una speranza di vita?


Mi dice un autorevole collega:

Premessa la grande stima che ho per la scuola e per il ruolo fondamentale che dovrebbe avere sul futuro del paese, l’idea della “graduatoria” non mi sembra eccezionale anche in considerazione del fatto che non sembra funzionare bene nella scuola stessa !! L’Università deve diventare responsabile ma ho paura degli automatismi. Però forse non conosco bene i meccanismi della graduatoria !!


Rispondo:

Premesso che la graduatoria era "inserita" come idea, ma non tecnicamente dettagliata, la sostanza era l'intenzione di ribarire la necessità di stanziare soldi il chè dovrebbe trovarci tutti daccordo, poi ci ho aggiunto questa idea per stimolare dibattito ----- la graduatoria è sempre stata vista male nell'Università e Tommaso Nannicini quando era ancora Associato a Bocconi, prima di diventare Ordinario, vincitore di ERC e anche docente ad Harvard, oltre che sottosegretario di Renzi, l'aveva ideata per dare uno significato alla ASN, che invece è una fatica immensa per avere solo un titolo.    La graduatoria serve anche per creare vera mobilità, che nell'Università non si vuole fare.

Ma, ripeto, il mio era uno stimolo di discussione, anche perchè tanti dicono che ASN sparirà proprio perchè ha creato decine di migliaia di idonei in attesa di un posto che non verrà.   Grande perdita di tempo per la maggior parte di loro.

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