sabato 3 febbraio 2018

È sempre bello vedere i propri ex studenti sviluppare il proprio percorso professionale e diventare indipendenti


È sempre bello vedere i propri ex studenti sviluppare il proprio percorso professionale e diventare indipendenti. Questo è il senso del mio ruolo di docente, almeno lo interpreto cosi’. E scusate se in questi giorni ho scritto troppo a volte persino con errori di ortografia, dovuti al mio gatto che salta sulla tastiera, o a mio figlio che fa inviare per errore le email. La mia maestra delle elementari è ancora viva e si arrabbierebbe a vedermi fare quegli errori.
Ma il processo che avviene sulla rete, non credo possiate vederlo su UNILEX o sulle mailing list all’antica di Ferraro, che non permettono un dibattito continuo.
Quello che sta avvenendo nel gruppo facebook ASN, è che ora sta gemmando altri gruppi perché tutti vogliono organizzarsi e molti nel senso indicato dalla petizione e (purtroppo) in senso ROVESCIATO rispetto al movimento di Ferraro, che viene visto come un interesse di pochi a scapito dei molti giovani che fremono.
Questo processo di gemmazione io non solo non lo ostacolo, ma addirittura lo facilito. E’ una cosa molto bella e incredibilmente pulita vedere questi giovani che sono le nostre leve, appassionarsi al tema del reclutamento, che è ovviamente il tema del loro futuro, mentre noi ordinari sembriamo dare spazio solo al tema degli “scatti”. Facciamo molta attenzione.
Sono tanti i temi di cui discutere, e ci sarà modo di tornarci. La mia petizione è solo di 2 righe, ed è solo uno spunto che può essere interpretato in modo non chiaro per tutte le altre occasioni.  Ovviamente sarà difficile che davvero diano spazio alle richieste, come d'altronde nemmeno quasi nessun movimento riesce ad ottenere. Ma solo il fatto di aver conosciuto tanti giovani brillanti, tante persone che dall’estero mi scrivono e mi incoraggiano, tante storie affascinati, mi rende felice.
Oggi uno di quelli che vogliono gemmare i nuovi gruppi (dirò il nome se posso farlo) ha scritto pubblicamente, anche criticandomi perché non riuscivo a “frenare” i dibattiti troppo accesi e qualche volta ho ecceduto anche io da “cattedratico” nel sospendere alcuni interventi fuori tema, o ostruzionistici, o offensivi:-
“Come ho già detto al prof. Ciavarella offline, l'aver forzato la mano in questo senso facendo leva sul gruppo ASN è stato un errore sicuramente nel metodo ed in parte anche nel merito, stante la totale mancanza di diplomazia. Devo però riconoscergli alcuni meriti che non dovremmo trascurare. Innanzitutto si tratta di uno dei pochi ordinari che si è dimostrato disposto ad esporsi per il tema del reclutamento. Tema che, per ovvi motivi, non può certo coinvolgerlo direttamente. Non voglio suggerire paragoni diretti con altre iniziative, che sono semmai alternative ma non contrapposte, ma finora ho visto contestazioni principalmente sui temi della valutazione e dello stipendio. Sicuramente importantissimi, ma lontani anni luce dalle problematiche del reclutamento. E non mi riferisco solo alla richiesta di risorse, ma al dibattito più ampio sull'ingresso in ruolo, la valorizzazione dell'ASN, i meccanismi di selezione, il ripristino della terza fascia, la questione della didattica e quant'altro.”
Sentire questo di me mi riempie di soddisfazione e, già questo, significa che la mia battaglia merita di essere portata avanti, anche se mi distrae dagli impegni che, per interessi più di “orticello”, dovrei portare avanti.
Un ex magnifico l’altro giorno mi ha detto “la maggior parte dei professori universitari pensano di essere il numero uno al mondo, e pensano al proprio orticello, seppure! A volte nemmeno a quello…..”. Ecco, mi sa che ha ragione. E il movimento degli scatti ora, al secondo round dopo il KO al primo round che ha già comportato la distrazione di importanti somme dal reclutamento (vedi cattedre Natta che non sappiamo se, rivedute e corrette, avrebbero appunto fatto rientrare cervelli freschi), rischia di essere un disastro tattico.
Con la petizione “ASN” degli RTD, molto meritocratica, specialmente nella futuribile seconda parte, https://www.change.org/p/miur-che-i-1300-posti-da-ricercatore-rtd-b-siano-assegnati-ai-migliori-abilitati-personalmente, non voglio che mi identifichiate con una “meritocrazia” estrema.
L’eccesso di enfasi data alla bibliometria prima o poi mostrerà segni di cedimento, e una riformata ASN dovrà tenerne conto, altrimenti si verificherà una sovrapproduzione di articoli più limitati con sempre meno interesse al buon insegnamento – cosa che in effetti avviene in USA per esempio, dove la didattica è lasciata in buona parte a precari.
Si è visto che negli ultimi anni, mentre la produzione scientifica è aumentata per via della corsa alla ASN, al VQR, l’aumento delle citazioni è stato più contenuto, nonostante eventuali comportamenti e abusi anche su questo sono stati segnalati.
Peraltro il VQR è ancora peggio della ASN per molti aspetti:- già il fatto di valutare dipartimenti come se insiemi di persone fossero omogenee per scelte di merito, non mi piace (questo peraltro è l’esatto contrario di quanto si dice, ossia che la valutazione VQR deve essere usata solo per le strutture e non per i singoli!), ma non si capisce perché taglia a soli 2 lavori scientifici, e taglia “le code” eccellenti brutalmente. Questo lo avevo già scritto nel mio altro blog, http://italianengineers.blogspot.it/2017/03/la-crui-commissione-ricerca-propone-uno.html  e poi indipendentemente lo aveva scritto il matematico Mingione, e anche la CRUI commissione ricerca non so in che ordine di tempo, hanno proposto cose simili. Sono tutti tentativi e miglioramenti che secondo me sono positivi, perché correggono certi evidenti errori iniziali. Anche gli amici del blog che ho costruito a partire dalla lista VIA-Academy di ingegneri italiani molto citati, non sono mica tutti d’accordo! Anzi, molti sono contrari alla bibliometria – forse atteggiamento snob da primadonna, come qualcuno che ha una Ferrari e dice che non vale nulla? Un amico che è l’italiano ISI highlycited tra i più giovani di Italia (non dico altro per non far riconoscere il nome) mi diceva che NON ha firmato la petizione ma è sorpreso dal successo dell’iniziativa, e si complimentava con me per aver messo insieme tante teste. Ma non sa che non sono soddisfatto, perché ancora tante teste restano in contraddizione una con l’altra!
Quindi figuratevi come la materia è complessa, ed articolata. Certo, ci sono invece tutti quelli che fanno RUMORE, e non proposte, e uno esempio è un noto sito che appunto, anche fornendo molti studi interessanti, non arriva a nessuna proposta se non l’abolizione di tutto, dalla ASN alla VQR all’ANVUR, e quindi al ritorno a cosa? In questo caso io non mi sento di aggiungermi al grido di questo sito, che infatti casualmente mi ha rifiutato ogni pubblicazione del successo della petizione.
Tornando alle pubblicazioni, ci renderemo conto presto che il risultato conta, non la sede di pubblicazione. Ma questo in teoria: se qualcosa viene pubblicato su Nature, è visibile. Se è scarso e nessuno lo usa, sarà dimenticato. Ma se viene pubblicato su rivista infima, chi se ne accorge?  Nasce morto in partenza. Mi viene l’esempio della legge dell’usura di Reye, pubblicata nel 1860 su una rivista tedesca, e mai citata nel mondo (eppure è alla base di freni, frizioni, componenti meccanici di tutti i tipi, e ha 8 citazioni su Google Scholar!), se non un poco in Italia dove si studia perché Panetti l’aveva importata al Politecnico di Torino insegnando Meccanica Applicata alle Macchine, come mi disse Piero Villaggio.  Nel mondo è nota come legge di Archard, che la pubblico’ nel 1950 in Inghilterra. Peraltro Archard, un grande ingegnere, non fece mai carriera e restò “associato” a vita, si dice per contrasti con il capo del dipartimento a Leicester. Tutto il mondo è paese. Un collega di una importante Università Svizzera ha recentemente pubblicato delle simulazioni fantastiche su Nature Materials e PNAS, tuttavia non conosceva né Reye, riscoprendola (con le simulazioni), e nemmeno i lavori di Rabinowicz di MIT degli anni ’50, che erano di gran lunga avanti con il tempo. Vedete come la materia è complessa? E come io non la voglio semplificare?
Ma mentre ripensiamo la ASN, non possiamo abolire la ASN, e non possiamo cancellare chi l’ha conseguita. Questo il mio punto fermo, e questo mi sono prefissato come obiettivo.
Chiudo con una citazione un poco alta, perché oggi mi sento di ispirare chi tra noi vuole dare spazio ai giovani.  Non possono essere pochi quelli che vogliono dare il loro contributo, se in 11 mila hanno firmato una semplice petizione, e continuano a farlo in massa. Come posso averli raggiunti in cosi’ poco tempo?  Io anche me lo chiedo, e non so darmi risposta, se non con il tam-tam della rete. E noi li vogliamo ignorare?
Io preferisco anzi chiamarli alle armi!
Excerpted from My Early Life, 1930
By Winston Churchill
Come on now all you young men, all over the world. You are needed more than ever now to fill the gap of a generation shorn by the war. You have not an hour to lose. You must take your places in Life’s fighting line. Twenty to twenty-five! These are the years! Don’t be content with things as they are. ‘The earth is yours and the fulness thereof.’ Enter upon your inheritance, accept your responsibilities. Raise the glorious flags again, advance them upon the new enemies, who constantly gather upon the front of the human army, and have only to be assaulted to be overthrown. Don’t take No for an answer. Never submit to failure. Do not be fobbed off with mere personal success or acceptance. You will make all kinds of mistakes; but as long as you are generous and true, and also fierce, you cannot hurt the world or even seriously distress her. She was made to be wooed and won by youth. She has lived and thrived only by repeated subjugations.

Michele Ciavarella
Prof. Ordinario
Politecnico di BARI



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