sabato 17 febbraio 2018

Sul problema delle sedi decentrate: chiuderle è la scelta migliore?


Situazione delle “sedi decentrate”:  sono più i vantaggi o gli svantaggi?

Carissimi

   Che è successo del dibattito su chiusura o apertura di sedi decentrate? Il rettore del PoliTO di allora, Profumo, fu mi pare uno dei pochissimi a chiudere di un colpo tutte le sedi decentrate del Politecnico (https://www.universita.it/taglio-sedi-distaccate-politecnico-torino/ ), cosa che, i più, dicono abbia funzionato per creare un vero centro nevralgico di attività di didattica e ricerca, pulsante al centro della grande città piemontese.  

Invece molti altri non hanno fatto nulla.  Anzi, mentre continua fortemente la spinta a spostare le “research universities” al NORD (si veda il grande finanziamento di Dipartimenti di Eccellenza al Nord), noi del Sud continuiamo imperterriti persino a mantenere sedi decentrate, con enorme sforzo e dispersione di energie, di docenti, con dubbi risultati di qualità.     Ho trovato qualche studio, come questo https://www.unito.it/sites/default/files/impatto_economico_uni_decentrate.pdf, ma niente di chiaro.

A seguito delle grosse modifiche indotte dalla Legge 240 Gelmini, che fece scomparire le facoltà,   e in molti casi anche i dipartimenti (come nel caso di Taranto), non si tengono “formalmente” incardinati i docenti perché ai Dipartimenti compete la gestione dei carichi didattici. L’offerta formativa non è più prettamente “della sede decentrata”.  Bisogna fare elogio a quei docenti che, con spirito di sacrificio, fanno pendolarismo a loro spese e da molti anni.

Ma ha senso mantenere un rapporto di un docente pendolare a uno studente residente?  O non sarebbe più facile creare dei fondi per degli alloggi studenti nella sede principale dell'università, con maggiore comodità anche degli studenti?  

Altra possibilità concreta potrebbe essere di istituire semmai dei bus navetta dalle sedi decentrate a quelle centrali per gli studenti. Come si tengono i docenti obbligati alle sedi decentrate, come si motivano i migliori a restarci? Non è facile.

Fino a che punto i corsi che non decollano si possono sostenere? Che ne pensate, siete a favore o contro il sostenimento di traballanti sedi decentrate?

Unica alternativa realistica secondo me è ripensare il concetto di corsi online, come scrivo nell'articolo sul Preside 2.0 Salvatore Giuliano.

SEDI PERIFERICHE: Con un ministro innovatore come Salvatore Giuliano, forse potremo "rivedere" il concetto delle "sedi periferiche", con pochissimi studenti e moltissimi docenti, di cui hanno beneficiato le carriere di molti docenti (spesso tra l'altro i meno presenti nelle stesse), per via di strani processi che sarebbe lungo descrivere. Magari potremmo proporre a Giuliano di fare nelle sedi periferiche solo dirette facebook dei corsi, con collaboratori locali che garantiscono il funzionamento delle stesse. Un poco come nel modello della Terzera Revolucion Cultural cubana, lo conoscete? Con canali educativi sulla RAI che ritrasmettono le stesse lezioni, come in NETTUNO, stranamente patrimonio morto di lezioni bellissime. Che ne dite?

3 commenti:

  1. Sono favorevole all'accentramento delle sedi universitarie e non al decentramento delle stesse, perchè la ricerca scientifica è molto più importante della didattica.


    Prof.Vito D'Andrea

    Professore Ordinario di Chirurgia Generale
    Coordinatore Ph.D."Tecnologie Avanzate in Chirurgia"

    Esperto di Sistema dell'A.N.V.U.R.

    Dipartimento di Scienze Chirurgiche
    Sapienza Università di Roma
    Azienda Policlinico Umberto I di Roma

    Direttore del Programma Aziendale "Innovazioni Tecnologiche in Chirurgia Generale"

    viale Regina Elena,324 - 00161 ROMA

    Tel. **39 06 4997.5550 / 335 722.36.99 /TIM) / 349 87.295.87 (Voda)

    https://scienze.chir.uniroma1.it/users/vito-dandrea

    http://www.quirinale.it/elementi/dettaglioonorificenze.aspx?decorato=185714

    http://www.policliniconews.it/storie/prof-vito-dandrea-riconoscimento-ufficiale-dellarma-dei-carabinieri

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  2. Sono anche io favorevole all'accorpamento delle sedi decentrate alle sedi principali permettendo di (1) offrire servizi migliori agli studenti (esempio mense, laboratori, tutori); (2) di ridurre lo spreco di denaro e tempo dei docenti impegnati solo a viaggiare tra le varie per una manciata di studenti sparsi su sedi poco attrezzate.

    Gli studenti (utilizzando le risorse recuperate dal mantenimento di sedi e docenti in viaggio) potrebbero quindi contare su un maggiore supporto in termini di borse di studio o riduzione di tasse per la frequenza fuori sede (che è di per se un'esperienza molto formativa, invece che rimanere a tutti i costi a casa con mammà).

    Quindi in definitiva si migliorerebbe la qualità dell'offerta formativa, si ridurrebbe lo spreco di risorse e gli studenti potrebbero fare esperienza di vita fuori sede

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  3. Sono favorevole all'accorpamento delle sedi decentrate in modo da ridurre lo spreco di denaro e tempo dei docenti, di costituire corsi di laurea con un numero congruo di studenti. Il dispendio di tempo in mille rivoli di corsi che non sono innovativi, bensì inutili repliche, è nemico della ricerca.

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