venerdì 30 marzo 2018

codici etici nell'università italiana e cariche elettive "abusate". Facciamo un patto tra gentiluomini?

Carissimi

  avrete seguito la vicenda del prof. Capano che qualche giorno fa è andata in prima pagina sul corriere, con successiva replica qua:  un caso "ordinario" di un prof. che faceva parte di un organo direttivo (equivalente ad un CdA) che ha bandito un concorso nel SSD di uno dei suoi membri.  Solo che la Scuola Normale di Pisa ha emesso un regolamento interno molto più rigoroso della stessa Norma Gelmini sulla parentela, per cui ha escluso il prof.Capano dal bando in parola (e qui naturalmente forzando in modo retroattivo). Il collega Capano ha poi fatto ricorso amministrativo vinto il concorso e il conflitto è ancora in Atto.   

    Nell'avvicinarsi del rinnovo delle cariche sarebbe auspicabile anche per tutte le Università discutere di un regolamento interno rigoroso (magari estendendo la normativa SNS) in modo che chi si candida a tale cariche NON lo faccia per avere benefici per se e il suo gruppo, cosa che non è assolutamente banale da rispettare anche per le persone più oneste:   forse il regolamento SNS è questo qua, e in particolare non basta "astenersi" nella seduta per non avere conflitto di interesse. 

   Infatti, la SNS  "ha modificato il proprio regolamento per il reclutamento dei professori di prima e di seconda fascia, nel senso di sancire, con disposizione applicabile anche alle procedure selettive in corso, l’incandidabilità del direttore e del segretario generale, nonché dei membri del collegio accademico e del consiglio direttivo al momento della delibera di copertura del posto e/o della delibera di chiamata, fino a quello della nomina."

   Non so se l'hanno fatta "contro Capano", ma per me è un passo avanti. Inutile agitare il possibile paradosso: siccome anche i dipartimenti possono chiamare loro interni con gli articoli 24 se uno fosse parente di se stesso, uno potrebbe pensare di bloccare tutto.  Ma non confondiamo le acque: la normativa interna SNS estende la Legge Gelmini solo agli organi di governo.

Inoltre:   In particolare a essi è vietato attribuire vantaggi di carriera (universitaria, accademica o lavorativa), a se o ad altri, oppure svantaggi di carriera (universitaria, accademica o lavorativa) ad altri mediante l'uso distorto, pur se non formalmente contrastante con alcuna specifica disposizione normativa, di strumenti giuridici o economici idonei a ottenere un diritto o un vantaggio o a determinare uno svantaggio, in difetto di ragioni oggettive (desumibili dai titoli di studio, professionali etc.) che giustifichino, in base alla legge, l'attribuzione del diritto, del vantaggio o dello svantaggio. 

  Ma in generale, viene il sospetto che alle cariche di natura elettiva (Senato, CdA, Rettore) ambisca chi vuole fare carriera per se e suoi accoliti, e non chi è solo animato da spirito di servizio e accoglie e distribuisce a chiunque, sulla base solo del merito e della competenza, gli incarichi più appropriati.

   Se non facciamo tutti un nuovo codice etico, almeno facciamo un patto tra gentiluomini con chi si candida?

Auguri
MC

p.s.1 Se poi volessimo davvero dare pari grado agli "esterni", dovremmo abolire l'assurdo sistema per cui un "esterno" costa il quadruplo di un interno. Si faccia una legge per cui chi vince un concorso porta con se il budget, e questo rimescolerà il sangue.

p.s.2    E' da discutere se la Legge Gelmini, andando in vigore, ha migliorato la situazione.  Mi sono noti dei casi in cui, per aggirarla, si fanno dei voli pindarici e dei movimenti di tali e tanti colleghi (cambi di dipartimento, prepensionamenti forzati, promesse incrociate, scambi di favori) per cui forse si blocca la situazione anche peggio di prima.

p.s.3   Mi viene in mente un senatore della repubblica scorsa legislatura che ha proposto una "ope legis" di passaggio di tutti gli abilitati ASN al ruolo:   essendo egli stesso un abilitato ASN e ricercatore di EPR, viene il legittimo dubbio che volesse promuovere tutti (ad un costo di circa 600 milioni di Euro) per entrare lui stesso. La questione dei conflitti di interesse in Italia la vedo complessa e inquinata alla fonte.



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